Il contributo dedicato al Cantone Ticino verte su un lotto di monete rinvenuto a Bioggio, un sito di cui ci siamo occupati parecchio anche nei volumi passati di questa rivista. L’analisi rende conto di un ritrovamento del 1962 durante uno scavo d’emergenza nel cimitero attuale: 15 sesterzi degli Antonini, dei Severi e dei loro successori rinvenuti in un angolo di una struttura non determinabile ma dotata di ipocausto e occupata durante il II e il III sec. d.C. Per cogliere il significato del lotto la Jacot ha dovuto rivalutare la documentazione di scavo che, essendo stato d’emergenza, andava accuratamente interpretata: la posizione delle monete nella struttura in cui furono trovate, i frammenti di un vaso nonché le tracce di carbone nelle immediate vicinanze e infine le tracce di usura dei sesterzi più antichi indicano che siamo in presenza di un tesoretto nascosto per un qualche motivo dal suo proprietario subito dopo il 248 d.C. Il tesoro di Bioggio ben si inserisce nella composizione monetale degli altri tesori rinvenuti intorno al Lago Maggiore e in Italia settentrionale nei quali – e al contrario di quelli dell’Italia centrale - predominano i sesterzi sui nominali in argento. D’altra parte, il suo scarso valore intrinseco suggerisce un significato come deposizione atta a consacrare l’edificio che la nascondeva o un rifacimento dello stesso, come attestano ritrovamenti analoghi in Svizzera.