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En relisant les philosophes: nomisma, de la norme commerciale au monnayage civique en passant par les gorgoneia d'Hippias

Author Christophe Flament
Published in Quaderni Ticinesi, Volume XL (2011)
Ticino Notebooks
Pages 105-128 (24 pages)
Number
N#
L219391
 

Abstract

Il nuovo contributo di Flament ci porta all’origine della moneta e ai motivi della sua introduzione in una rianalisi delle cosiddette Wappenmünzen , le prime monete argentee di Atene del VI sec. a.C. Queste si differenziano dalle successive serie conosciutissime con la civetta sia per la varietà dei tipi iconografici che per la limitatezza delle emissioni e per l’origine non attica del loro metallo. Abbandonando la vecchia idea che vedeva i tipi del Diritto come timbri del magistrato monetario, quindi di un’autorità civica che nell’Atene di allora non esisteva ancora, l’autore rianalizza i testi filosofici antichi – in particolare Aristotele. Questi sottolineano come la moneta sia stata introdotta per facilitare gli scambi commerciali e non per procurare benefici alla città emittente. Il greco “ Nomisma ” era al contempo moneta e norma convenzionale di scambio, legata ad un sistema di valori di origine micenea e riferita dapprima al talento in bronzo, poi dal VI sec. alla mina d’argento. L’apposizione di elementi iconografici sul tondello aveva, secondo Aristotele, solo la funzione di convalidare il pezzo e garantirne la conformità alla norma. Proprio per questo, motivi identici a quelli sulle monete appaiono anche su pesi o recipienti per misurare liquidi. Mancano ancora nelle Wappenmünzen le caratteristiche civiche, i motivi di propaganda personale e l’etnico che esalta la città emittente. Ad Atene, questo passaggio da una monetazione privata a quella civica deve essere ricondotto al tiranno Ippia che ritirò le monete ateniesi dichiarandole “non-conformi” e le rimise in circolazione con il motivo suo personale del gorgoneion. Questa è, infatti, l’unica Wappenmünze con un tipo iconografico per Diritto e Rovescio, comporta anche le tetradracme e quindi testimonia la manipolazione di Ippia quale prima vera riforma monetaria di Atene. Infine, il gorgoneion è motivo legato alle aspirazioni politiche dei Pisistratidi e fu introdotto proprio solo in questo periodo sull’egida e lo scudo della dea.

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