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Faux ou original grec "hors normes"? La protomé Tyskiewicz reconsidérée

Author Agnes Bencze
Published in Quaderni Ticinesi, Volume XLIII (2014)
Ticino Notebooks
Pages 11-24 (14 pages)
Number
N#
L219339
 

Abstract

Controverso oggetto in bilico tra interpretazione quale testimonio irrinunciabile dell'arte laconica arcaica e falso moderno tout court, la protome di bronzo conosciuta come «masque Tyszkiewicz» offre ancora molti spunti di riflessione intorno alla sua provenienza e valore artistico. Assieme alla valutazione delle prime tesi che dichiararono l'opera un capolavoro dell'arte laconica a seguito della sua supposta provenienza tarentina, l’autrice rivede le più recenti affermazioni di Hornbostel e Ortiz che condannarono l'opera all'oblio sostenendone la falsità: accanto all'analisi tipologica, stilistica e tecnica fu l'analisi del metallo a decretarne definitivamente la natura «moderna». Forte di almeno quarant'anni di analisi su bronzi greci ormai disponibili quali paralleli, l'autrice dimostra come la composizione metallurgica della protome non sostenga la supposta falsità. Anzi, il riesame tipologico conduce all'identificazione di un probabile contesto di provenienza, la coroplastica di Locri Epizefiri, e sottolinea in particolare la sua somiglianza con le protomi femminili del VI secolo provenienti dal sito della Mannella a Locri. Comprovato questo contesto di produzione, le possibilità d'interpretazione dell'opera si rivelano due: un falso ispirato direttamente dai ritrovamenti di Locri – però ancora troppo poco conosciuti al momento della comparsa della protome Tyszkiewicz – oppure, più probabilmente, una testimonianza della toreutica locrese fornita poi di erronea provenienza.

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